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Economia Italiana 2014.1
Un futuro manifatturiero
Negli anni della Grande Recessione l’Italia ha perso il 25% della sua produzione industriale, un crollo che ha contribuito alla perdita di circa dieci punti di PIL. Nonostante questo smottamento, la manifattura resta, in Europa e in Italia, il traino dell’innovazione, della produttività, del valore aggiunto: ecco perché il nostro Paese, il secondo paese industriale in Europa e uno dei principali sulla scena mondiale, deve assicurarsi un futuro manifatturiero. Del resto, anche l’Unione europea ha indicato ai Paesi membri l’obiettivo di una quota manifatturiera del PIL pari al 20% )ad oggi solo la Germania raggiunge questa quota*. Quale sia la misura del cambiamento in atto nella manifattura e cosa si può fare per meglio governarlo è oggetto degli scritti che compongono il Tema di discussione di questo numero di Economia italiana, un numero come sempre arricchito da altri contributi, tra i quali si segnalano quelli pubblicati in apertura sulle conseguenze della bassa redditività delle banche. Il prossimo numero della rivista, in uscita in estate, sarà dedicato ai fattori di contesto che frenano la crescita dell’economia italiana.
